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RAI Way. Visita all’impianto Rai a Monte Mario

Situato in una posizione strategica che domina la Capitale, l’impianto Rai Way di Monte Mario, non è solo un traliccio iconico, ma una macchina complessa dove energia, dati e onde radio si fondono​.

L’Infrastruttura Elettrica: la continuità è tutto ​in un centro di trasmissione, il “blackout” non è un’opzione. La parte elettrica è il sistema circolatorio dell’impianto composta da gruppi elettrogeni: sono i giganti pronti a intervenire in millisecondi. In caso di guasto alla rete pubblica, questi motori garantiscono che il segnale non si interrompa mai.​

Fondamentali i sistemi UPS: prima ancora che i gruppi elettrogeni entrino a regime, i gruppi di continuità (batterie) filtrano l’energia e mantengono accesi i trasmettitori, evitando sbalzi di tensione che danneggerebbero i delicati circuiti elettronici.

La Fibra Ottica è l’autostrada dei dati, infatti, ​il segnale che vediamo non nasce a Monte Mario ma arriva dagli studi di produzione (come Saxa Rubra).

La fibra ottica permette di trasportare una quantità massiccia di dati sotto forma di impulsi luminosi, con una latenza quasi nulla e senza interferenze elettromagnetiche. ​

Particolare il fenomeno della ridondanza in modo che quando arrivano più fasci di fibra, da percorsi diversi, se uno viene tagliato accidentalmente, l’altro subentra istantaneamente.​

Con il processo di trasmissione, ​una volta arrivati i dati via fibra, devono essere “lanciati” nell’aria e il segnale digitale viene convertito in un formato adatto alla trasmissione terrestre (DVB-T2), lo stesso segnale, inizialmente debolissimo, passa attraverso amplificatori di potenza che lo portano a migliaia di Watt.​

Con il Combinatore i segnali, dei diversi canali (es. Rai 1, Rai 2, Rai 3), vengono trasmessi su un’unica grande antenna senza che si disturbino a vicenda.​

​La qualità del segnale oggi è garantita dal digitale ​Rapporto Segnale/Rumore (SNR), I tecnici monitorano costantemente che il segnale sia “pulito”. A differenza del vecchio analogico (che si vedeva “con la nebbia”), il digitale o si vede perfettamente o sparisce (effetto soglia).

Monitoraggio Real-Time: dalla sala controllo si verifica che il bitrate sia costante, garantendo l’Alta Definizione (HD) e, in futuro, standard ancora superiori come il 4K.

L’Antenna di Monte Mario è un capolavoro di ingegneria radiotelevisiva. Puntamento e Copertura: Non irradia a caso. La forma e la disposizione dei “pannelli” (le facce dell’antenna) sono studiate per coprire uniformemente l’area urbana di Roma, superando gli ostacoli dei colli e degli edifici.​Altezza: L’altezza è fondamentale per la “linea di vista”: le onde radio a queste frequenze viaggiano dritte, quindi più l’antenna è alta, più lontano arriva l’orizzonte del segnale.

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