Il PLC(Programmable Logic Controller) è un computer industriale ideale per ambienti polverosi e umidi come quelli dell’industria.
la normativa IEC 61131-3 definisci i 5 linguaggi di programmazione per il PLC: 3 grafici e 2 testuali.

Il PLC mostrato in figura è quello più comune ed è il PLC S7 1200
Ha 14 input digitali(I), 2 input analogici e 10 output digitali (Q), al PLC è anche associata una sigla riportata nel seguente modo: AC/DC/RLY.
La prima sigla dove compare AC, indica il tipo di alimentazione.
La seconda sigla dove compare DC, indica il tipo di alimentazione per gli ingressi (I).
La terza sigla dove compare RLY, indica il tipo di uscita, che in questo caso sarà un uscita a relè.
Queste sigle cambiano da PLC a PLC.
Ingressi:
Gli indirizzi degli ingressi si presenteranno in forma testuale come I X. Y. Dove I indica l’input, X il byte e il suo valore andrà da 0÷1, mentre Y il bit e il suo valore andrà da 0÷7.
Il compito degli ingressi, è quello di ricevere un segnale elettrico in un dato logico che va da 0 a 1 e di inviarlo alla memoria del PLC.


Ingressi del PLC S7 1200
Uscite:
Gli indirizzi delle uscite si presenteranno in scritta come Q X . Y. La lettera Q sta ad indicare le uscite, mentre il funzionamento dell’indirizzo delle uscite è il medesimo di quello degli ingressi.
Le uscite si occuperanno di gestire i vari dispositivi che dovranno essere comandati, come per esempio: lampade , motori , elettrovalvole etc…

Le uscite si trovano nella parte bassa del PLC.
Programmazione:
Prevalentemente viene programmato attraverso il linguaggio LADDER (tipo grafico) e i suoi simboli base sono:
Contatto NO (Normalmente aperto)

Contatto NC (Normalmente chiuso)

Questi due simboli vengono associati agli ingressi
Invece per le uscite si usa il seguente simbolo:

Ovviamente il linguaggio LADDER non si basa solo su questi simboli, ma anche: su Timer, bobine di set e reset etc…
I Merker:
Immagazzinano risultati intermedi o altre informazioni di controllo non corrispondono ad una uscita fisica ma virtuale. Indicato con L’indirizzo M X.Y. Nel quale la lettera M sta per Merker.
Timer:
usati per creare delle temporizzazioni all’interno del programma, ci sono tanti tipi di timer ma quelli più comuni sono:
Il timer TON (Timer On-Delay) implementa un ritardo all’eccitazione. L’uscita Q commuta allo stato alto solo dopo che l’ingresso è rimasto attivo ininterrottamente per un tempo pari al valore di preselezione PT (Preset Time). Il valore ET (Elapsed Time) indica, in tempo reale, la durata del conteggio in corso.

https://www.flaviobarisi.it/sistemi-4/plc
Il timer TOF (Time Off-Delay) è utilizzato per implementare un ritardo alla diseccitazione. L’uscita rimane a livello alto finché il segnale di ingresso è attivo; al venir meno di tale segnale, il timer avvia il conteggio e, allo scadere del tempo impostato, l’uscita commuta a livello basso
